valle brembana

La Valle Brembana mi è entrata nel cuore sin da Piccola poichè mia madre e i suoi parenti me l’han fatta conoscere da quando ero ancora nel Grembo materno.

I nonni videro Carona per la prima volta nel loro viaggio di nozze e se ne innamorarono, questo grazie a degli amici che gli dissero di andare nella loro casa in montagna e quella montagna era proprio questa. 

Da quel momento in poi il 16 agosto divenne tradizione ritrovarsi per festeggiare i loro anniversari di matrimonio in un ristorante della Valle. 

Di generazione in generazione passarono la passione ai figli e poi ai nipoti

Il nonno era appassionato di funghi, di camminate in montagna e di ritrovi con gli amici in cui si condividevano passioni e si rafforzavano legami. 

La nonna si dedicava più ai figli e alla casa, dove cucinava quello che il nonno le portava, tranne quei meravigliosi mazzi di fiori che erano invece per lei. 

Carona

Così mia madre e le sue sorelle nel mese di luglio ci portavano a Carona e si davano il cambio per poterci tenere su tutto il mese, tra camminate nelle meravigliose Orobie Bergamasche, giornate al fiume, notti in rifugio o in tenda, giorni in baite dove non c’era corrente né acqua i giorni volavano via velocissimi.

Insomma tutte esperienze che quando si raccontavano agli amici a settembre nessuno ci credeva e se ci credevano volevano farle anche loro, così per anni ho portato amici e compagni di allenamento a provare queste esperienze e a far conoscere questa Valle meravigliosa finché non ho deciso di farne un lavoro per allargare la possibilità a tutti.

Data la mia passione per questa Valle ho deciso di lavorare nella Valorizzazione delle sue Montagne, ma anche della sua Cultura, Storia e Tradizioni. 

Per far questo ho iniziato conoscendo bene il territorio e i suoi abitanti, andando a caccia con i Cacciatori, in osservazione con i Naturalisti, a raccogliere le erbe con i Botanici, a fare rilievi con i Geologi, a studiare il cielo con gli appassionati di Astrofisica, ma soprattutto mi sono seduta nel giardino di tanti ad ascoltare le loro storie e anche quelle dei loro genitori. 

Così ho iniziato a creare delle collaborazioni con gli enti del territorio, partendo dalle pro loco e dai rifugi fino ad arrivare ai Casari con visita e degustazione nelle loro malghe. 

Ma crescendo ho sviluppato rapporti con le scuole, le aziende, i singoli professionisti, le associazioni, le cooperative e chi più ne ha più ne metta.

Il tutto per l’obiettivo comune di sviluppare un turismo lento in Valle Brembana, slow tourism, ossia un approccio al viaggio basato sulla sostenibilità, l’immersione culturale e il rispetto dei ritmi locali e naturali, in contrapposizione al turismo di massa “mordi e fuggi” che tanto appartiene a chi abita nelle città più vicine. 

Mi piace pensare di far assaporare la Vita delle persone di qui, le Tradizioni, il rispetto per l’ambiente che li circonda andando quindi a privilegiare la qualità dell’esperienza rispetto alla quantità di attrazioni visitate.